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Vizi «noti» anche senza perizia

 

 

 

 

 

 

Luana Tagliolini

09 dicembre 2013

(Il Sole 24Ore)

 

 

 

 

 

 

 

Il termine di prescrizione dell'azione di garanzia, prevista dall'articolo 1667, comma 3, del Codice civile, nel caso di opere realizzate in appalto e affette da vizi occulti o non conoscibili, perché non apparenti all'esterno, decorre dalla scoperta dei vizi, che è da ritenersi acquisita dal giorno in cui il committente abbia avuto conoscenza degli stessi. E la conoscenza dei vizi si può ritenere comunque acquisita quando al committente sono stati comunicati in qualsiasi modo, senza che sia necessaria una verifica tecnica dei vizi stessi.

Con queste motivazioni la Cassazione, con la sentenza 26233 del 22 novembre, ha respinto il ricorso presentato da un condominio che aveva citato in giudizio l'impresa cui furono commissionati i lavori, perché fosse dichiarato risolto il contratto d'appalto del 22 giugno 1993 per grave inadempimento del convenuto e perché fossero accertati i gravi difetti dell'opera commissionata in appalto, siccome causati dalla cattiva e superficiale esecuzione del lavori. Ma il tribunale dichiarò il condominio decaduto dall'azione, in base all'articolo 1667 del Codice civile, con sentenza poi confermata dalla Corte d'appello.

In particolare, il giudice d'appello aveva ritenuto che fosse stata esperita l'azione contrattuale prevista dall'articolo 1667 del Codice civile, vista la non corrispondenza della costruzione alle caratteristiche del progetto e del contratto d'appalto. Ma l'azione era incorsa nella decadenza annuale per essere stata proposta nel dicembre del 1999, benché i condomini avessero evidenziato nei verbali assembleari i difetti dell'opera già nel 1995 e 1996.

Il condominio ha quindi fatto ricorso in Cassazione, chiedendo se il termine di decadenza dall'azione di garanzia «decorre dall'effettiva e piena conoscenza in capo all'amministratore dei gravi vizi che alterano la struttura dell'immobile acquisita a seguito di perizia tecnica» o se siano sufficienti le «generiche segnalazioni dei condomini date in assemblea».

La Cassazione, nel confermare il dispositivo della Corte di merito e applicando l'orientamento della giurisprudenza di legittimità (si veda la sentenza 18402/2009 della Cassazione), ha precisato che la disposizione dell'articolo 1667, comma 2, per cui «il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all'appaltatore le difformità o i vizi entro 60 giorni dalla scoperta» si deve intendere nel senso che il termine di decadenza decorre dal momento in cui il committente ha avuto in ogni modo conoscenza di ciò che prima gli era occulto, senza la necessità di un riscontro tecnico rispetto alle evidenze già emerse. In particolare, nel caso esaminato dalla Cassazione, il giudice di merito aveva accertato, attraverso i verbali di assemblea condominiale, che i condomini erano a conoscenza dei vizi dell'opera dagli anni 1995/1996, rispetto alla citazione notificata solo nel dicembre 1999.